Marina
Turchetto
Psicologa
Psicoterapeuta in formazione sistemico familiare

P.I. 01976950939
Albo psicologi Friuli Venezia Giulia n. 2487
Cell 3534863869
[email protected]
Largo S. Giovanni Bosco n.9 (PN)
Formazione professionale
Sono la dott.ssa Marina Turchetto, Psicologa clinica e Psicoterapeuta in formazione a indirizzo sistemico familiare presso il centro padovano di Terapia della Famiglia.
Negli anni della mia formazione professionale ho maturato esperienza nell'ambito dei disturbi alimentari e delle tossicodipendenze, lavorando soprattutto con adolescenti e giovani adulti che nel proprio percorso di crescita e di sviluppo hanno dovuto far fronte a momenti critici.
Una mia grande passione è l'arrampicata sportiva, attività che pratico e che studio: in collaborazione con l'università di Padova ho approfondito la ricerca dell'arrampicata in relazione al benessere psicologico individuale e alla motivazione sportiva, studiando il ruolo della mindfulness, dell'autoefficacia e dell'intelligenza emotiva nella performance.

Ognuno dentro di sè ha le risorse necessarie per esprimere il proprio potenziale, a volte lo psicologo può rappresentare la persona per accompagnare all'interno di un percorso di ricostruzione e ridefinizione di significati di un percorso molto più ampio di vita.
Svolgo colloqui individuali, di coppia e sedute famigliari.Le mie aree di interesse sono relative a:
Adolescenza, autonomia e entrata nel mondo adulto
Supporto genitoriale e interventi di psicoeducazione
Gestione dello stress e dell'ansia
Disturbi dell'alimentazione, consapevolezza fisica e soddisfazione corporea
Orientamento scolastico e al mondo del lavoro
Tecniche di comunicazione assertiva, ascolto attivo e gestione del conflitto
Psicologia sportiva, motivazione e performance
Se sei in un momento di difficoltà e sei alla ricerca di un professionista che possa accompagnarti in un percorso psicologico, contattami per un primo colloquio di prova o per richiedere informazioni aggiuntive al numero di telefono:3534863869o all'indirizzo email:[email protected]ricevo a Pordenone in Largo S. Giovanno Bosco n.9 e online
Blog
Adolescenza e compiti di sviluppo
Nel proprio percorso di vita ognuno di noi incontra periodi di transizione e cambiamento.L'adolescenza rappresenta una una fase molto delicata che traccia una linea di passaggio dall’infanzia all’età adulta, è un momento di vita denso di cambiamenti e di richieste a cui rispondere provenienti sia da pressioni esterne che dal proprio mondo interno.In adolescenza i giovani maturano una propria identità autonoma dalle figure genitoriali e strutturano in un processo a tentativi ed errori, la definizione della propria personalità e il proprio ruolo nel mondo. Ogni adolescente è chiamato, in questa fase, a risolvere i propri compiti evolutivi emergendo dal mondo infantile, nel quale i genitori erano il principale modello da prendere come esempio.
Crescita e compiti di sviluppo
I compiti di sviluppo cui ogni adolescente è chiamato a rispondere sono legati ad un processo di crescita psicologica, fisica e sociale e comprendono:il compito di separazione-individuaizone, verso
l'acquisizione di un'identità autonoma che passa attraverso la separazione emotiva dai genitori;la mentalizzazione del proprio corpo sessuato, che prevede la presa di consapevolezza e l'accettazione del proprio corpo che segue le fluttuazioni dei cambiamenti ormonali puberali e post-puberali, superando le preoccupazioni e insicurezze associate.l'integrazione sociale nel gruppo dei pari, l'adolescente si lega ai coetanei che diventano il proprio punto di riferimento e in cui sviluppa un ruolo e una identità sociale all'interno del gruppo;lo sviluppo di valori e ideali, l'adolescente inizia a formare le proprie convinzioni, credenze e ideali, che orienteranno le sue scelte e azioni future. Ciò é fondamentale per la riflessione relativamente al proprio futuro professionale e al proprio ruolo sociale.
L'adolescenza si delinea come un processo in cui la persona comprende, mette in dubbio e riorganizza il proprio sé in base alla visione del mondo che opera.In questa fase di transizione delicata l'adolescente si interfaccia costantemente con la frustrazione di fronte ai propri limiti e al crollo dell'ideale magico di un mondo che non è come vorrebbe che sia: poter contare sul sostegno degli adulti di riferimento e su una comunicazione chiara e aperta rappresentano dei fattori protettivi per sostenere l'autostima anche di fronte a possibili fallimenti.Incontrare un blocco può rappresentare un momento necessario e fondamentale per fermarsi a riflettere sulle proprie aspettative e sulle proprie capacità per entrare a fare parte del mondo adulto.A volte affrontare le sfide che si incontrano nel proprio percorso di crescita può sembrare molto complesso; di fronte alle situazioni difficili non sei solə, affidarsi ad un professionista può aiutare a fare chiarezza e a disegnare una cornice più ampia a ciò che sta accadendo.
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Psicologia e benessere
Lo studio del benessere è stato oggetto di numerose ricerche in ambito psicologico, che hanno cercato di comprendere le varie determinanti: una concezione di benessere legata a fattori oggettivi come reddito, salute
e status non è risultata essere sufficiente ed è stato necessario introdurre una quantificazione che tenesse conto di aspetti come la felicità, la soddisfazione di vita, il senso di realizzazione e la valutazione cognitiva ed affettiva della propria vita (Diener, 1984).Le ricerche scientifiche prodotte riguardo il tema del benessere si inseriscono all’interno della nuova prospettiva teorica della psicologia positiva che ha origine negli anni ’50 del secolo scorso. Questa prospettiva si interessa verso i processi di crescita e di espressione del potenziale umano, smuovendo i concetti tradizionali della psicologia, il cui fulcro di indagine prevedeva l’analisi del funzionamento patologico, ossia dell'a-normale.La psicologia positiva distingue tra due concezioni: il benessere edonico e il benessere eudaimonico.Il benessere edonico, dal greco edonè, ossia piacere, fluisce nel momento in cui il soggetto fa esperienza di un’emotività positiva (Kahneman et al., 1999); secondo gli autori, il benessere è legato alle valutazioni cognitive ed emotive che la persona ha del proprio status nel mondo, della propria vita, traendo un giudizio relativamente alla propria soddisfazione o alla presenza di emozioni positive.La prospettiva eudaimonica da eu (bene) e daimon (destino) ripulisce la definizione di benessere e la descrive come espressione del proprio potenziale grazie alla realizzazione del proprio daimon, ovvero della propria virtù interiore.La costruzione di questo nuovo significato viene concettualizzata nei termini di benessere psicologico (Ryff, 1989) in cui distingue le componenti principali di auto-accettazione, relazioni positive con gli altri, autonomia, padronanza ambientale, scopo nella vita e crescita personale. Nella definizione del benessere viene introdotto anche il concetto di agency (Delle Fave et al., 2011) che si lega ad una idea di azione consapevole, intenzionale, autodeterminata e responsabile.Le prospettive del benessere appaiono molteplici e in continuo
mutamento, tra definizioni che nel corso degli anni ne ricostruiscono il significato, cercando di coglierne l’intima natura per rendere possibile la realizzazione di ciò che più all’uomo preme: lo star-bene, essere-bene.Il costrutto di benessere è in continuo divenire, e così l’idea di cura, poiché muta il significato stesso di ciò che l’uomo intende.
Volgendo lo sguardo alla situazione attuale, si è osservato negli ultimi anni un aumento del disagio mentale, con un incremento del 18.4% della depressione nel corso del decennio precedente: nel 2019 si contavano 322 milioni di persone con disturbi depressivi, circa il 4.3% del carico di malattia globale, e 264 milioni affetti da disturbi d’ansia, ossia circa 3.6% (WHO, 2017). L’OMS nel rapporto del 2010 aveva dichiarato che nel 2020 la depressione sarebbe stata la più diffusa al mondo tra le malattie mentali e in generale la seconda malattia a causare disabilità, seconda solo alle patologie cardiovascolari.Con queste premesse si comprende come occuparsi della propria salute globale preveda di avere cura anche del proprio benessere mentale, tendendo conto del ruolo fondamentale che gioca l'espressione più autentica e creativa del proprio potenziale umano e della virtù interiore.
Bibliografia
Delle Fave, A., Massimini, F., & Bassi, M. (2011). Work: a paradox in flow research. In Psychological selection and optimal experience across cultures (pp. 155-175). Springer, Dordrecht.Diener, E., & Emmons, R. A. (1984). The independence of positive and negative affect. Journal of personality and social psychology, 47(5), 1105.Kahneman, D., Diener, E., & Schwarz, N. (Eds.). (1999). Well-being: Foundations of hedonic psychology. Russell Sage Foundation.Ryff, C. D. (1989). Happiness is everything, or is it? Explorations on the meaning of psychological well-being. Journal of personality and social psychology, 57(6), 1069.WHO. Depression. Available From: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs369/en/
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Cos'è la psicoterapia sistemico-familiare?
La prospettiva sistemico-relazionale considera ogni persona come parte di un sistema interconnesso più complesso, dove l'uomo non viene inteso come isolato ma come attore nei vari contesti sociali a cui appartiene.La famiglia rappresenta il luogo primario di attaccamento, nutrimento e socializzazione, è il gruppo sociale naturale all'interno del quale ogni individuo apprende le regole del mondo e affronta una serie di compiti evolutivi.Secondo l'approccio sistemico, ogni individuo cresce, vive e si adatta alle regole del proprio sistema sociale, attraverso continue e ricorrenti interazioni viene quindi influenzato e a sua volta influenza il contesto di appartenenza.L'intervento terapeutico dell'approccio sistemico è volto a produrre un cambiamento a livello individuale, vengono approfondite le dinamiche intercorrenti sottostanti, gli adattamenti appresi e gli aspetti relazionali e comunicativi ricorrenti.